Ben ritrovati a tutti! Probabilmente pensavate che fossi scomparso dalla circolazione... e in effetti in questo periodo sono stato parecchio occupato: primo perché sono divventato papà di un frugoletto di figlioletta il 12 di dicembre dello scorso anno. Poi perché per motivi di lavoro mi sono dovuto trasferire a Bruxelles. Insomma in 5 mesi mi è cambiata la vita.
Non è cambiata però la mia disillusione sulla classe politica che ci governa (tutta). Queste persone possiedono gran parte della stampa e la totalità delle televisioni per cui di fatto decidono cosa noi dobbiamo sapere e cosa no; cosa dobbiamo pensare e cosa no.
Si, perché non è vero che abbiamo la nostra testolina per pensare, è pura illusione! Se le informazioni che noi riceviamo sono sistematicamente manipolate e se la televisione ripete in modo ossessivo una falsità, alla fine non possiamo resistere e finiamo per cedere e credere che quanto detto sia effettivamente reale.
Toglietevi dalla testa che voi siete intelligenti, che avete spirito critico, che siete sufficientemente smaliziati.
Quelli che fanno televisione sono dei professionisti. Sono maestri di comunicazione. Riuscirebbero a farti mangiare una suola di scarpe facendoti credere che è filetto di chianina.
Quindi la prima regola da tenere in testa è che la televisione ha un potere di persuasione enorme
Uno scienziato dice che il nucleare è sicuro, un giornalista dice che non lo è: secondo voi a chi crederà la gente? Allo scienziato più preparato tecnicamente ma meno abile nella comunicazione o al giornalista?
La controprova che quanto dico è ben noto al nostro caro Presidente Silvio B., viene dalle recenti elezioni.
La RAI decide di sospendere i programmi di informazione politica. Perché? Perché alcuni sono di parte. E allora? si potrebbe rispondere. Gli italiani sono intelligenti e hanno una loro opinione ben salda che non si lascia influenzare da quattro giornalisti faziosi, no? Falso. Silvio B. sa bene che la gente è facilmente manipolabile per cui teme l'effetto di un Santoro o di un Travaglio. Preferisce far sospendere le trasmissioni come Annozero o Ballarò... scusate è stato il CDA della RAI, Silvio B. non c'entra nulla, lui è fuori dalle logiche RAI.
Bene l'ultimo giorno prima delle elezioni cosa ti fa Rai Uno? Ti manda in onda uno splendido Silvio B. inervistato da una giornalista impeccabilmente elegante. Direte voi che è normale. Beh se l'avete visto non direi proprio.
Berlusconi sorride, a destra ha il suo simbolo, la luce è soffusa e i contorni del suo volto sono sfocati, così non si vedono le rughe o peggio il cerone. E' perennemente sorridente con denti luccicanti, le mani sono ben curate e appoggiate su un tavolo pieno di libri impilati perfettamente. Le domande? Casuali? No! Concordate, studiate a tavolino per permettere al presidente di ribadire che la campagna elettorale è stata brutta per colpa dei giudici e della sinistra che semina odio. Ricordate che la campagna elettorale non c'è stata per volere del CDA Rai....
Bersani invece? Scapigliato a parlare a quelli della Fiat. Nessuna domanda concordata. E poi il ritornello continuo che la sinistra non ha idee e che la sinistra semina l'odio. Anche se in realtà non è vero (e non sono di sinistra) questo è quello che la televisione ripete. Sappiate che fintantoché Berlusconi sarà al potere, la sinistra non avrà idee, sarà disorganizzata, e sarà il partito dell'odio. Non importa che sia effettivamente così, l'importante è che lo dica la televisione.
Ultimo appunto: la pubblicità che spiegava le elezioni regionali. Il tema dello spot non è nero, bianco, giallo, rosso o verde; è azzurro. Vi dice niente?
Ricordate: di la dello schermo ci sono dei professionisti della comunicazione, che curano tutti i dettagli. Sarebbero capaci di convincervi che Gesù è morto nel sonno!
A la prossima
E di fronte alla televisione tutti si devono inchinare; anche il papà, se un giornale o una televisione monta uno scandalo, deve affrettarsi per difendersi e ribattere (non discuto sui casi di pedofilia perché mi viene il ribrezzo se penso alle giustificazioni addotte dai prelati)
sabato 17 aprile 2010
martedì 8 dicembre 2009
Chimica e ambiente
Tempo fa su un programma di Alberto Angela mostravano come sarebbe un mondo senza chimica, ossia senza inquinamento secondo il pregiudizio comune: in pratica un balzo indietro di 200 anni.
E' chiaro che nessuno desidera vivere in un mondo senza chimica (no TV, no computer, no vestiti a basso costo, no auto, pochi farmaci , no acqua calda corrente, poca energia elettrica etc.), per cui la chimica non sparirà dalla faccia della terra. Allora quale scelta ha la cosiddetta società "civile" occidentale?
1) Chimica si ma non vicino a me (sindroeme di NIMBY). E' l'atteggiamento più spregevole e guarda caso quello più difuso. La chimica pericolosa si fa in Cina perché li, anche se c'è un incidente, non frega niente a nessuno. Bophal non ha insegnato nulla.
2) Chimica si ma pulita. Atteggiamento più responsabile. Ma c'è un però. Si perché al di la dei messaggi etici sulla convenienza di essere puliti, la verità è che bisogna competere sul mercato. Il che vuol dire ridurre i costi perché i prodotti provenienti dai paesi emergenti sono troppo convenienti e appetibili all'utilizzatore finale. E allora che fare? La chimica, quella più pericolosa va tolta dalla logica di mercato perché il bene che può fare è per tutta l'umanità e il male che può fare ricade anch'esso su tutta l'umanità.
Non possiamo lasciare il destino dell'uomo in mano a persone che hanno come unico obiettivo il profitto.
E' chiaro che nessuno desidera vivere in un mondo senza chimica (no TV, no computer, no vestiti a basso costo, no auto, pochi farmaci , no acqua calda corrente, poca energia elettrica etc.), per cui la chimica non sparirà dalla faccia della terra. Allora quale scelta ha la cosiddetta società "civile" occidentale?
1) Chimica si ma non vicino a me (sindroeme di NIMBY). E' l'atteggiamento più spregevole e guarda caso quello più difuso. La chimica pericolosa si fa in Cina perché li, anche se c'è un incidente, non frega niente a nessuno. Bophal non ha insegnato nulla.
2) Chimica si ma pulita. Atteggiamento più responsabile. Ma c'è un però. Si perché al di la dei messaggi etici sulla convenienza di essere puliti, la verità è che bisogna competere sul mercato. Il che vuol dire ridurre i costi perché i prodotti provenienti dai paesi emergenti sono troppo convenienti e appetibili all'utilizzatore finale. E allora che fare? La chimica, quella più pericolosa va tolta dalla logica di mercato perché il bene che può fare è per tutta l'umanità e il male che può fare ricade anch'esso su tutta l'umanità.
Non possiamo lasciare il destino dell'uomo in mano a persone che hanno come unico obiettivo il profitto.
mercoledì 2 dicembre 2009
Fede e Scienza
Qualche settimana fa ho visto su La7 un servizio che parlava del processo a Galileo e del rogo di Giordano Bruno... a parte che era fatto molto bene, mi ha riportato alla mente ricordi del liceo, tanti anni fa.
E subito dopo il pensiero si è spostato ad oggi... alla Chiesa di oggi. Non è cambiata per niente...
Ai tempi di Galileo era molto più radicata tra la gente, e la Scienza purtroppo agli albori. Quindi la reazione da parte della prima molto più violenta. La Scienza predicava il falso, era contro la dottrina, chi la praticava era un eretico e meritava il carcere o la pena di morte per rogo. I prelati si rifiutavano di guardare attraverso il cannocchiale di Galileo perché rischiavano di vedere il demonio.
Oggi non è più possibile sostenere una posizione del genere per cui qual'è la posizione del papa? Che gli scienziati di un tempo erano brave persone, che cercavano di scoprire la verità del disegno di Dio. Oggi gli scienziati sono presuntuosi, perché si vogliono sostituire a Dio. Il riferimento è alla ricerca sulle cellule staminali e sulla comprensione dei meccanismi alla base della vita. Gli scienziati, se non sono guidati dalla fede, non potranno raggiungere la verità.
Questo a mio avviso è un'argomentazione subdola che mira a sottomettere la scienza alla fede.
La scienza è uno strumento per comprendere il mondo che ci circonda e noi stessi.
La scienza non è ne' buona ne' cattiva, come non lo è una forbice. Può essere usata a fin di bene come una forbice può essere usata per fare un lavoro utile. Può essere usata a fin di male come la forbice può essere usata a fin di male.
Scienza e Fede sono complementari. La Scienza descrive e spiega quanto è oggetto di esperienza, cioè la realtà sensibile. La fede rivela irrazionalmente quello che non è esperibile, cioè l'aldilà.
Non dimentichiamolo!
E subito dopo il pensiero si è spostato ad oggi... alla Chiesa di oggi. Non è cambiata per niente...
Ai tempi di Galileo era molto più radicata tra la gente, e la Scienza purtroppo agli albori. Quindi la reazione da parte della prima molto più violenta. La Scienza predicava il falso, era contro la dottrina, chi la praticava era un eretico e meritava il carcere o la pena di morte per rogo. I prelati si rifiutavano di guardare attraverso il cannocchiale di Galileo perché rischiavano di vedere il demonio.
Oggi non è più possibile sostenere una posizione del genere per cui qual'è la posizione del papa? Che gli scienziati di un tempo erano brave persone, che cercavano di scoprire la verità del disegno di Dio. Oggi gli scienziati sono presuntuosi, perché si vogliono sostituire a Dio. Il riferimento è alla ricerca sulle cellule staminali e sulla comprensione dei meccanismi alla base della vita. Gli scienziati, se non sono guidati dalla fede, non potranno raggiungere la verità.
Questo a mio avviso è un'argomentazione subdola che mira a sottomettere la scienza alla fede.
La scienza è uno strumento per comprendere il mondo che ci circonda e noi stessi.
La scienza non è ne' buona ne' cattiva, come non lo è una forbice. Può essere usata a fin di bene come una forbice può essere usata per fare un lavoro utile. Può essere usata a fin di male come la forbice può essere usata a fin di male.
Scienza e Fede sono complementari. La Scienza descrive e spiega quanto è oggetto di esperienza, cioè la realtà sensibile. La fede rivela irrazionalmente quello che non è esperibile, cioè l'aldilà.
Non dimentichiamolo!
venerdì 20 novembre 2009
Quo usque tandem abutere...
"Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?" ossia "Fino a che punto, Catilina, abuserai della nostra pazienza?" Questo è l'inizio del discorso che Cicerone tiene in senato contro Catilina, ritenuto colpevole del tentato colpo di stato contro la Repubblica Romana.Sembra che Catilina, a metà del formidabile discorso, resosi pienamente conto dei delitti commessi, se ne sia andato spontanemante per non far più ritorno a Roma.
A volte rimpiango che in quest'epoca non ci sia un Cicerone in grado di tenere un discorso simile alla nostra classe politica...
Ogni volta mi dico che si è raggiunto il limite, che un politico non può scendere più in basso, e ogni volta mi devo ricredere: collusioni con la mafia, sesso a pagamento sia con escort che con trans, corruzione, abuso di potere, bustarelle a giudici, falso in atti pubblici , tanto per citare le cose se vogliamo anche più banali.
I politici sono dei bravi sofisti, usano la parola come un gas velenoso che ti ottunde i sensi: se dici queste cose sei tacciato di demagogia o di qualunquismo. Ragionate! Con questa scusa nessuno può più stracciarsi le vesti e gridare che è l'ora di finirla... cadrebbe nella banalità. Cazzate! Io voglio fare un discorso qualunquista perché non sono io ad essere qualunquista, sono loro ad essere corrotti.
Per cui voglio partire da un fatto altamente retorico, altamente qualunquista secondo i nostri benemeriti che ci governano: la battaglia di El Alamein, di cui ricoreva l'anniversario qualche giorno fa.
Penso a tutti quei ragazzi nel deserto, affamati, feriti, disperati perché sanno che non ci sarà domani e sono circondati dai nemici. Cosa si saranno detti per farsi forza? Forse che erano degli eroi, ma eroi di che patria? Oggi? Un pensiero sarà corso alla fidanzata, alla moglie, al figlio o alla figlia che non avrebbero visto più, ai propri genitori che non dovrebbero mai piangere la morte di un figlio... E poi? Poi l'ultimo sforzo, una raffica, pezzi di carne che si staccano a brandelli, un grido che muore in gola...un'offerta all'altare della Patria...
Tenete bene a mente queste immagini e tornate ai giorni nostri.
Un rappresentante dello Stato, della Patria, secondo voi, ha diritto a delinquere e magari a restare seduto a governare un paese per cui tanti sono morti? E' giusto secondo voi che abbia i vizi come e più di una persona comune? Che sia trattato come un nobile prima della rivoluzione?
No! Un politico ricopre un ruolo troppo importante, troppo sacro. Quando li sento disquisire sul diritto all'auto blu, al barbiere in senato, ai cuochi che hanno seguito il corso al Gambero Rosso, mi viene il volta stomaco. I soldati di El Alamein se vedessero l'Italia di oggi, si direbbero che alla fine è stata sconfitta dal nemico, cioè dall'ipocrisia di discorsi che tendono a giustificare tutto, anche il marcio che ci circonda; dall'informazione di regime che ci ammorba il cervello con mezze verità e mezze bugie; da un modello sociale che ci porterà all'auto distruzione... Quo usque tandem abutere.... Fino a che punto la classe politica abuserà della pazienza di noi italiani?
martedì 27 ottobre 2009
La nostra classe politica
Un politico deve essere un bravo comunicatore.Ce ne siamo resi conto bene in questi anni. Berlusconi è un maestro di comunicazione e infatti è anche, a detta sua, il migliore politico degli ultimi 150 anni.
Non è importante quello che un politico fa. Anzi meno fa e meno rischia di sbagliare e perdere voti. L'importante è parlare bene.
E' spassoso vedere tutti questi personaggi che, di fronte alle telecamere, sfoggiano sorrisi a destra e a manca, hanno vestiti impeccabili, si arrabbiano quando torna loro conto (si! si incazzano a comando, con frasi ad effetto, perché così fa figo!). Dico spassoso perché a incazzarsi ci si prende un coccolone e quindi è meglio prenderla con calma.
E poi... lo avete notato nelle interviste che rilasciano? Tutti, dico tutti, usano un fraseggio fatto con lo stampino. Le parole più gettonate:
- Concreto
- Assolutamente (assolutamente si, assolutamente no...)
- Trasparenza
- E questo che vogliono gli elettori (a me nessuno è mai venuto a chiedere cosa voglio)
- Coesione
e altre che non cito perché le ho rimosse dal cervello (altrimenti mi viene l'eritema)
Belle parole ma poi quali sono i concetti che i politici esprimono? Per il 70% dei casi sono concetti scontati. Se per esempio si parla di mafia qual'è la risposta: "Bisogna usare tutti i mezzi per debellare le associazioni mafiose, di qualsiasi tipo. Lo stato non è disposto a scendere a patti con i mafiosi!" Frasi scontate. Cosa ti aspetti? Che dica che lo stato firmerà un accordo con la mafia? Che si spartiscono 50-50 gli appalti? Ma dai!
L'importante è ripetere, come una formula magica, "concreto", "assolutamente si", "coesione"...
L'altro 30% sono le manovre creative, le ronde che nessuno fa (te lo immagini alle 9 di sera Mario che dice a sua moglie Luisa e a sua figlia Anna: cara stasera non fanno niente di bello alla TV; vado a fare un giro così mi becco tre o quattro legnate dallo spacciatore di turno mentre tento di comporre il numero dei carabinieri?), lo scudo fiscale, il terremoto d'Abruzzo, le norme per ampliare la casa, i rifiuti di Napoli, la magistratura rossa, il nucleare e così via.
Io credo che il popolo italiano meriti di essere trattato un po' meglio, un po' più da grande. Non si rischia nulla a dire alla gente le cose come stanno, il debito a quanto ammonta, le prospettive di fine della crisi, quanto spende la pubblica amministrazione. Se una nave sta andando verso il baratro non cambia nulla se alla ciurma si dice che il porto è vicino. Tanto se ne accorgerà presto che è tutta una balla.
Ciao alla prossima
domenica 18 ottobre 2009
La grande bugia
Ciao a tutti!
In questi giorni assistiamo ad uno spettacolo desolante in TV e sui giornali. Giornali pro Berlusconi (Il Giornale, Il Riformista, Panorama etc.) e contro Berlusconi (Repubblica, l'Unità etc.) si stanno massacrando a colpi di scoop sulle nefandezze commesse da esponenti di questa o quella parte politica.
In aggiunta vediamo comparire sui giornali, sempre più frequentemente, notizie di politici collusi con la mafia, indagati per tangenti, coinvolti in giri di prostituzione e chi più ne ha più ne metta.
Se si parte dal presupposto che la magistratura è indipendente, la conclusione più scontata è: mandiamoli tutti a casa, perché uno stato non può essere governato da delinquenti, e per giunta incapaci.
Se proprio dobbiamo accettare che il nostro paese sia governato da delinquenti, piuttosto diamo il potere alla mafia: saremo governati da delinquenti ma almeno questi saranno persone capaci di risanare l'enorme debito pubblico (è una provocazione!)
Berlusconi-PDL, e anche il PD, è cosciente che la gente ha sempre più voglia di eliminare una classe politica fallimentare, a tutti i livelli.
Per questo motivo tutti hanno preso una serie di contromisure mediatiche, che in modo sottile e subdolo, stanno producendo i loro effetti:
Screditare la magistratura
Se la magistratura è credibile, lo sono anche le sentenze che condannano buona parte dei parlamentari e politici in generale. Bisogna delegittimare questo potere altrimenti la gente si rivolterà contro la classe dirigente. Da qui il lodo Alfano, le leggi ad personam, l'attacco al pool di Milano, l'attacco a Mesiano di questi giorni. Lo slogan, ributtante e ipocrita per la verità, è: se nessuno è perfetto, nessuno è degno di ergersi a giudice; quindi tutti possono continuare a delinquere.
Distrarre l'opinione pubblica
Se si comincia a discutere dei veri problemi della gente, l'opinione pubblica potrebbe avere un sussulto di rivolta. Quindi bisogna riempire TV e giornali delle cose apparentemente più importanti ma in realtà più innocue, come in un enorme Grande Fratello: le escort di Berlusconi, la lite con Fini, il ponte sullo Stretto, le offese alla Bindi, le primarie del PD, l'emergenza sicurezza in Italia, per lo più legata agli extracomunitari (però i dati dicono che il numero di delitti nel 2008 si è ridotto), il federalismo, il digitale terrestre, le condizioni meteorologiche (2-3 servizi a telegiornale), le veline, le vacanze dei VIP, il cagnolino che salva il padrone non vedente (in pieno stile libro Cuore), le ricette in cucina (vedere Studio Aperto per credere)...
Mai parlare a lungo dei veri problemi. Badate bene non vuol dire ignorarli, altrimenti è TV di regime, ma parlarne in modo soft: alcuni operai si rintanano su una gru, ma poi tutto si risolve; gli ammortizzatori sociali ci sono, anche se la crisi non c'è; le navi piene di rifiuti affondate nei mari italiani, ma non è così importante; i rapporti stato mafia, ma ci sono o non ci sono?
Confondere l'opinione pubblica
E' legato al precedente nel senso che, per distrarre l'opinione pubblica bisogna evitare di dare dati certi. Tutto è espresso in percentuale e i dati si contrappongono di continuo. Basta vedere un qualsiasi programma di opinione politica: le cifre vengono sciorinate con naturalezza ma la sensazione è che la matematica sia un'opinione, visto che non vi è un dato concordante.
Del resto questa tecnica è stata un cavallo di battaglia anche del beneamato George W Bush. Durante il suo mandato un giorno era allarme terrorismo e il giorno dopo no; Bin Laden era davvero fenomenale: aveva la capacità di comparire proprio quando la gente si stava dimenticando della minaccia terroristica. Un terrorista prima colpisce e poi rivendica. Non ti dice "guarda che ti colpisco domani stai attento", lo sanno tutti che can che abbaia non morde
Non mi dilungo oltre però vorrei che tutti prendessero coscienza di questo.
Sogno un'Italia di giustizia, equità e senso civico. Il resto viene da se'
Ciao alla prossima
In questi giorni assistiamo ad uno spettacolo desolante in TV e sui giornali. Giornali pro Berlusconi (Il Giornale, Il Riformista, Panorama etc.) e contro Berlusconi (Repubblica, l'Unità etc.) si stanno massacrando a colpi di scoop sulle nefandezze commesse da esponenti di questa o quella parte politica.
In aggiunta vediamo comparire sui giornali, sempre più frequentemente, notizie di politici collusi con la mafia, indagati per tangenti, coinvolti in giri di prostituzione e chi più ne ha più ne metta.
Se si parte dal presupposto che la magistratura è indipendente, la conclusione più scontata è: mandiamoli tutti a casa, perché uno stato non può essere governato da delinquenti, e per giunta incapaci.
Se proprio dobbiamo accettare che il nostro paese sia governato da delinquenti, piuttosto diamo il potere alla mafia: saremo governati da delinquenti ma almeno questi saranno persone capaci di risanare l'enorme debito pubblico (è una provocazione!)
Berlusconi-PDL, e anche il PD, è cosciente che la gente ha sempre più voglia di eliminare una classe politica fallimentare, a tutti i livelli.
Per questo motivo tutti hanno preso una serie di contromisure mediatiche, che in modo sottile e subdolo, stanno producendo i loro effetti:
Screditare la magistratura
Se la magistratura è credibile, lo sono anche le sentenze che condannano buona parte dei parlamentari e politici in generale. Bisogna delegittimare questo potere altrimenti la gente si rivolterà contro la classe dirigente. Da qui il lodo Alfano, le leggi ad personam, l'attacco al pool di Milano, l'attacco a Mesiano di questi giorni. Lo slogan, ributtante e ipocrita per la verità, è: se nessuno è perfetto, nessuno è degno di ergersi a giudice; quindi tutti possono continuare a delinquere.
Distrarre l'opinione pubblica
Se si comincia a discutere dei veri problemi della gente, l'opinione pubblica potrebbe avere un sussulto di rivolta. Quindi bisogna riempire TV e giornali delle cose apparentemente più importanti ma in realtà più innocue, come in un enorme Grande Fratello: le escort di Berlusconi, la lite con Fini, il ponte sullo Stretto, le offese alla Bindi, le primarie del PD, l'emergenza sicurezza in Italia, per lo più legata agli extracomunitari (però i dati dicono che il numero di delitti nel 2008 si è ridotto), il federalismo, il digitale terrestre, le condizioni meteorologiche (2-3 servizi a telegiornale), le veline, le vacanze dei VIP, il cagnolino che salva il padrone non vedente (in pieno stile libro Cuore), le ricette in cucina (vedere Studio Aperto per credere)...
Mai parlare a lungo dei veri problemi. Badate bene non vuol dire ignorarli, altrimenti è TV di regime, ma parlarne in modo soft: alcuni operai si rintanano su una gru, ma poi tutto si risolve; gli ammortizzatori sociali ci sono, anche se la crisi non c'è; le navi piene di rifiuti affondate nei mari italiani, ma non è così importante; i rapporti stato mafia, ma ci sono o non ci sono?
Confondere l'opinione pubblica
E' legato al precedente nel senso che, per distrarre l'opinione pubblica bisogna evitare di dare dati certi. Tutto è espresso in percentuale e i dati si contrappongono di continuo. Basta vedere un qualsiasi programma di opinione politica: le cifre vengono sciorinate con naturalezza ma la sensazione è che la matematica sia un'opinione, visto che non vi è un dato concordante.
Del resto questa tecnica è stata un cavallo di battaglia anche del beneamato George W Bush. Durante il suo mandato un giorno era allarme terrorismo e il giorno dopo no; Bin Laden era davvero fenomenale: aveva la capacità di comparire proprio quando la gente si stava dimenticando della minaccia terroristica. Un terrorista prima colpisce e poi rivendica. Non ti dice "guarda che ti colpisco domani stai attento", lo sanno tutti che can che abbaia non morde
Non mi dilungo oltre però vorrei che tutti prendessero coscienza di questo.
Sogno un'Italia di giustizia, equità e senso civico. Il resto viene da se'
Ciao alla prossima
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domenica 27 settembre 2009
Dov'è finita la ricchezza?
Ciao a tutti,
oggi post di economia tanto per non parlare sempre di chiesa, che è come sparare sulla croce rossa. Tra l'altro la chiesa demonizza di continuo questa società capitalistica e poi ha una banca come lo IOR e gli stipendi del Vaticano sono i più alti del mondo esentasse!
Insomma in Italia non si parla più di crisi e i soliti comunistoni che ne parlano sono anche i cosiddetti porta sfiga... perché la crisi basta non parlarne e non c'è più. Noi italiani dobbiamo far finta di essere come i bambini che basta dirgli <<>> e noi dobbiamo crederci e smettere di piangere.
Invece la crisi c'è ed è, secondo me, una faccenda che non se ne andrà tanto facilmente dall'Europa.
Non occorre essere degli economisti di alta fama per capire certi concetti molto semplici, basta un po' di economia domestica e un po' di buon senso!
In casa nostra sappiamo fare il bilancio familiare no? Abbiamo degli introiti perché qualcuno lavora e porta a casa lo stipendio; e poi ci sono le spese. Un buon capo famiglia sa spendere in base a quanto guadagna. Se deve farsi un debito ci pensa due volte perché sa che poi deve pagarci gli interessi. Un buon capo famiglia quando si fa un debito sta preoccupato fino a che non l'ha estinto.
Proviamo ad applicare questi semplici concetti all'economia di un paese. Non è molto diverso credetemi.
Lo stato è come una grande famiglia. Gli introiti rappresentano i soldi, la ricchezza che riusciamo a produrre quando uno straniero ci compra un bene o un servizio. Tenete sempre a mente che ora il riferimento è l'Italia, non la nostra famiglia! Le spese invece sono quando paghiamo uno straniero per un bene o un servizio.
In parole povere la ricchezza d una nazione è data dal suo export, mentre la spesa è data dal suo import.
Non è un concetto difficile, però ci permette di capire una cosa molto importante: quando una nazione come l'Italia o un'insieme di nazioni come l'Europa smette di esportare beni perché semplicemente non li vuole produrre, la faccenda si mette davvero male. E' un po' come se in una famiglia il capo famiglia dicesse: mi sono rotto le scatole di faticare e sporcarmi le mani. Da domani sto a casa e spendo tutti i soldi che ho!
E' quello che è successo in Europa e in America.
E a rendere più dura questa situazione ci siamo messi proprio di impegno perché tenete conto che gli Americani e gli Europei non si sono detti: beh smetto di produrre ricchezza ma nel contempo mi limito nei consumi... no! hanno mantenuto lo stesso ritmo di spesa indebitandosi fortemente.
La Cina invece ha fatto l'esatto opposto: è la famiglia dove tutti lavorano e nessuno spende. Lavorano per l'Occidente e incamerano ricchezza. L'Occidente invece spende e si indebita. E' chiaro che la situazione non poteva durare a lungo.
La vera cazzata è stato rinunciare alla produzione in Europa, smantellare l'industria, uccidere l'agricoltura.
Si perché c'era e c'è ancora la grande illusione di poter riequilibrare questa situazione con la finanza!
Io spendo a destra e a manca ma, con la mia abilità, poi recupero i soldi investendoli in borsa, con complicate operazioni finanziarie.
Ma lo sappiamo bene che la Borsa è come una grandeLas Vegas. Pochissimi riescono a guadagnare di continuo e spesso è per culo non per vera bravura.
Ritorniamo al paragone della famiglia "Occidente": il capofamiglia non lavora più perché non vuole più sporcarsi le mani, gli introiti quindi sono pochi per non dire nulli; moglie e figli non vogliono minimamente rinunciare al loro stile di vita, anzi sono sempre più voraci; la famiglia è indebitata fino al collo... Allora cosa dovrebbe fare il capo famiglia secondo i guru dell'economia degli anni 90? Andare a giocarsi i risparmi in borsa!
Ora capite com'è venuta fuori la crisi; capite perché l'America e l'Europa sono così indebitate e perché la Cina ha in mano il debito dell'America, cioè la tiene un po' per le palle.
E capite anche che non è una crisi finanziaria, ma una crisi dell'economia reale che i nostri politici hanno cercato di risolvere con la finanza, fallendo miseramente.
Fintantoché non si ricomincerà a produrre, non si uscirà dalla crisi.
Adesso invece le nazioni dell'Occidente si stanno indebitando ancora di più perché il "capo famiglia" non ha proprio voglia di portare a casa soldi. Pensate che la faccenda si risolva così? Con un Berlusconi a 64 denti?
Ritornerò ancora su questo argomento perché ci sono ancora dei risvolti da chiarire.
Ciao
Gianluca
oggi post di economia tanto per non parlare sempre di chiesa, che è come sparare sulla croce rossa. Tra l'altro la chiesa demonizza di continuo questa società capitalistica e poi ha una banca come lo IOR e gli stipendi del Vaticano sono i più alti del mondo esentasse!
Insomma in Italia non si parla più di crisi e i soliti comunistoni che ne parlano sono anche i cosiddetti porta sfiga... perché la crisi basta non parlarne e non c'è più. Noi italiani dobbiamo far finta di essere come i bambini che basta dirgli <<>> e noi dobbiamo crederci e smettere di piangere.
Invece la crisi c'è ed è, secondo me, una faccenda che non se ne andrà tanto facilmente dall'Europa.
Non occorre essere degli economisti di alta fama per capire certi concetti molto semplici, basta un po' di economia domestica e un po' di buon senso!
In casa nostra sappiamo fare il bilancio familiare no? Abbiamo degli introiti perché qualcuno lavora e porta a casa lo stipendio; e poi ci sono le spese. Un buon capo famiglia sa spendere in base a quanto guadagna. Se deve farsi un debito ci pensa due volte perché sa che poi deve pagarci gli interessi. Un buon capo famiglia quando si fa un debito sta preoccupato fino a che non l'ha estinto.
Proviamo ad applicare questi semplici concetti all'economia di un paese. Non è molto diverso credetemi.
Lo stato è come una grande famiglia. Gli introiti rappresentano i soldi, la ricchezza che riusciamo a produrre quando uno straniero ci compra un bene o un servizio. Tenete sempre a mente che ora il riferimento è l'Italia, non la nostra famiglia! Le spese invece sono quando paghiamo uno straniero per un bene o un servizio.
In parole povere la ricchezza d una nazione è data dal suo export, mentre la spesa è data dal suo import.
Non è un concetto difficile, però ci permette di capire una cosa molto importante: quando una nazione come l'Italia o un'insieme di nazioni come l'Europa smette di esportare beni perché semplicemente non li vuole produrre, la faccenda si mette davvero male. E' un po' come se in una famiglia il capo famiglia dicesse: mi sono rotto le scatole di faticare e sporcarmi le mani. Da domani sto a casa e spendo tutti i soldi che ho!
E' quello che è successo in Europa e in America.
E a rendere più dura questa situazione ci siamo messi proprio di impegno perché tenete conto che gli Americani e gli Europei non si sono detti: beh smetto di produrre ricchezza ma nel contempo mi limito nei consumi... no! hanno mantenuto lo stesso ritmo di spesa indebitandosi fortemente.
La Cina invece ha fatto l'esatto opposto: è la famiglia dove tutti lavorano e nessuno spende. Lavorano per l'Occidente e incamerano ricchezza. L'Occidente invece spende e si indebita. E' chiaro che la situazione non poteva durare a lungo.
La vera cazzata è stato rinunciare alla produzione in Europa, smantellare l'industria, uccidere l'agricoltura.
Si perché c'era e c'è ancora la grande illusione di poter riequilibrare questa situazione con la finanza!
Io spendo a destra e a manca ma, con la mia abilità, poi recupero i soldi investendoli in borsa, con complicate operazioni finanziarie.
Ma lo sappiamo bene che la Borsa è come una grandeLas Vegas. Pochissimi riescono a guadagnare di continuo e spesso è per culo non per vera bravura.
Ritorniamo al paragone della famiglia "Occidente": il capofamiglia non lavora più perché non vuole più sporcarsi le mani, gli introiti quindi sono pochi per non dire nulli; moglie e figli non vogliono minimamente rinunciare al loro stile di vita, anzi sono sempre più voraci; la famiglia è indebitata fino al collo... Allora cosa dovrebbe fare il capo famiglia secondo i guru dell'economia degli anni 90? Andare a giocarsi i risparmi in borsa!
Ora capite com'è venuta fuori la crisi; capite perché l'America e l'Europa sono così indebitate e perché la Cina ha in mano il debito dell'America, cioè la tiene un po' per le palle.
E capite anche che non è una crisi finanziaria, ma una crisi dell'economia reale che i nostri politici hanno cercato di risolvere con la finanza, fallendo miseramente.
Fintantoché non si ricomincerà a produrre, non si uscirà dalla crisi.
Adesso invece le nazioni dell'Occidente si stanno indebitando ancora di più perché il "capo famiglia" non ha proprio voglia di portare a casa soldi. Pensate che la faccenda si risolva così? Con un Berlusconi a 64 denti?
Ritornerò ancora su questo argomento perché ci sono ancora dei risvolti da chiarire.
Ciao
Gianluca
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